Immersione

site-specific project for the Arian Baptistery of Ravenna.

9 October - 20 November

Ravenna

Immersione - Text by Mosaic Art Now

Movimento n.18

white limestone on mortar, 60 x 90 cm. 2011

GAEM prize - Text by Mosaic Art Now

Immersione

Immersione

IMMERSIONE

Il culto degli ariani si sviluppa con un’idea diversa del concetto di trinità. Se per il culto cattolico Dio, Gesù e lo Spirito Santo sono un’entità unica e indivisibile, per quello degli ariani è prevista una gerarchia con Dio collocato ad un livello superiore rispetto al Figlio, posto a un livello più umano.

La volta musiva del Battistero degli Ariani conserva una importante testimonianza che si rende visibile nell’iconografia del battesimo di Cristo che riveste la parte centrale della volta.

Vi sono rappresentati, infatti, una serie di elementi iconografici analizzati nel tempo dagli storici forse riferibili alle distanze religioso-culturali dal culto cattolico e dalle sue rappresentazioni musive.

La nostra attenzione si è concentrata sull’aspetto che tra gli altri si mostra in tutta la sua evidenza, ovvero la rappresentazione di Gesù completamente nudo immerso fino alla vita nelle acque del fiume Giordano.

Aldilà di tutte le implicazioni filosofiche e teologiche che questa concezione comporta, il nostro intervento installativo intende creare un semplice legame di narrazione che amplia idealmente la rappresentazione di questo fatto e che tende a sottolineare l’idea di un Salvatore più simile all’uomo. 

L’operazione prevede l’inserimento di un elemento che per sua natura dialoga con l’edificio sia matericamente, attraverso l’utilizzo del mosaico, che concettualmente per il legame che questo nuovo elemento instaura con la raffigurazione musiva teodoriciana.


SCACCO MATTO di Maria Rita Bentini

Con una mossa a sorpresa Aniko Ferreira da Silva, Giuseppe Donnaloia e Pavlos Mavromatidis
(all’insegna di CaCO3, dal 2006, i tre artisti hanno legato i diversi percorsi individuali con
un’assoluta unità di intenti) si confrontano col tema e fanno della distanza un vantaggio.
La purezza della loro ricerca analitica si è affinata in questi pochi anni sul terreno della forma,
e il mosaico è apparso fin dagli inizi una superficie dalle possibilità illimitate, spazio puro
di aggetti e andamenti condotti con precisione millimetrica. Un approccio che ha portato
nuovi termini di misura e metodi compositivi originali nello statico universo ravennate: opere
rigorosamente monocrome, in cui la tensione formale dell’elemento tessera—una sequenza
di sottili giavellotti incuneati nella superficie—si trasforma in magico avvenimento della luce,
della materia, dei volumi. Col risultato di una sospensione visiva che sfugge ai confini della
rappresentazione o scongiura quelli della decorazione, e opta piuttosto per una dimensione
percettiva simultanea, un campo totale attraversato da flussi di energia, in cui profondità,
superficie, colore, luminosità diventano all’unisono un Movimento, oppure una sua variazione.
L’invito a confrontarsi con l’identità nascosta di Ravenna (una città in cui una di loro è nata
ma che tutti e tre hanno scelto per formazione artistica), mettersi alla ricerca di un frammento
occultato della sua storia per esprimerlo con un nuovo lavoro, ha introdotto elementi estranei
nell’alchimia collaudata del linguaggio di CaCO3.
Essere quadrato/essere rosso è il risultato di questa relazione specifica. Un nitido quadrato
nero si stacca dalla durezza lucida dell’angolo retto, la cornice, mentre all’interno di essa
l’arabesco iperbolico e duttile degli andamenti musivi crea un moto ondoso. La massa
vorticosa è agitata dalla luce - le tessere disposte a dente di lupo alternano superfici
specchianti all’opacità del recto - , ma la stabilità, il peso, la fermezza del sistema “ad
quadratum” vi si oppone. Esoterismo e cabala rimandano ad un’immagine lontana, il tempio
di Salomone, compasso e squadra ne hanno costruito la perfetta misura.
Poco distante un piccolo corpo rosso trimensionale, la cui forma organica non possiede il
rigore della geometria, ectoplasma carico di energia che si oppone (o forse no) alla dismisura
del grande quadrato. La perfetta tenuta formale del linguaggio musivo porta la tensione tra i
due elementi (geometria vs organicità) , tra le diverse materie (calcare nero vs smalti rossi),
tra le diverse forze (centripeta vs centrifuga), al diapason.
Che la “città del silenzio” evocata da D’Annunzio sia stata e sia a tutt’oggi la sede di un’
importante loggia massonica non è forse un tassello nascosto di una storia comune che ci
deve interrogare? Che la stessa città sia parte di un territorio in cui la forza del socialismo
ha affermato valori di solidarietà e partecipazione, ma nel quale lo scolorimento degli ideali
ha anche portato esperienze di segno opposto, non è un’altro punto di domanda?
La libertà dello sguardo di CaCO3 non si ferma ad evocare El Lisitskij (Batti il bianco col cuneo
rosso, 1920). Con la forza del linguaggio compie uno scandaglio dalla superficie alla profondità
e centra l’obbiettivo. Con lucidità mette a nudo i poteri che regolano le nostre vite
e, seducendo, graffia.

Essere Quadrato / Essere Rosso

Black limestone and smalti on mortar. Variable dimensions. 2011

Movimento n.17

white limestone on mortar. 60 x 60cm. 2011

Private collection.

Movimento n.15 - Movimento n.16

white limestone on mortar. 40 x 40 cm each. 2011.

Private collection.

Movimento n.14

black limestone and goldleaf tesserae on black mortar. 60 x 90cm. 2011. 

MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna

I.M.O.8

Organismo n.8

white limestone on mortar. 2010

Movimento n.13

white limestone on mortar, 50 x 50cm., 2011. Private collection.

In silenzio

white limestone on mortar, 50 x 50cm., 2010. Private collection.

Movimento n.12

marlstone on mortar, 45 x 45cm., 2010. Private collection.

Ottagono

white limestone on mortar, polyptich, 400 x 50cm., 2010. National Museum of Ravenna.

I.M.O 1

limestone on mortar, 2010. Private collection.